È tra i film cinesi più famosi all’estero se non “il” più famoso. Si tratta, tra l’altro, di uno dei primi lavori dell’istituzione del cinema cinese, vale a dire Zhang Yimou, il regista cinese più famoso dentro e fuori l’ex Impero Celeste.
Protagonista Gong Li nei panni della “Quarta signora”, ultima sposa di un nobile cinese degli anni ‘20. Il film racconta un microcosmo cinese che riesce a rappresentare nella sua minuscola dimensione dinamiche vive e vegete in spazi ben più ampi.
Gong Li è costretta a sposare il nobile signore dopo la morte del padre. Non avendo più sussidi per continuare gli studi accetta la proposta di matrimonio per poter avere, quantomeno, una vita dignitosa assicurata. Ben presto però viene a contatto con una “normalità” del tutto assurda per una universitaria e per una persona dotata di un minimo di raziocinio.
L’intera quotidianità delle altre “signore”, cioè le altre mogli e serve del nobile signore, ruota intorno al tentativo di attrarre le sue attenzioni, soddisfarlo al meglio, per poter aver assicurata la sua presenza nella propria abitazione privata. Avere il signore in casa la notte significa trattamenti speciali, massaggi ai piedi, scelta del menù il giorno successivo e, soprattutto, avere le lanterne rosse accese la notte fuori dalla propria abitazione: segno di grande prestigio per la donna all’interno della casa.
Gong Li scopre presto le falsità e gli intrighi che le mogli ordiscono tra e contro di loro per ottenere quel che vogliono.
Gong Li rifiuta inizialmente l’assurdità di tale “gioco” e ne paga le dovute conseguenze, viene redarguita dal signore per i suoi comportamenti “contrari alla regole della casa”. Cosciente di non poter essere in grado di sovvertire da sola le regole inizia a giocare come le altre “concorrenti” in maniera anche più spinta, ricorrendo a “strategie estreme”. Il suo azzardo la porterà a subire le punizioni più severe, i suoi sprazzi di sincerità in un universo così chiuso la faranno esplodere in vere e proprie isterie.
Questa la morale dal mio punto di vista: una persona dotata di discrezione e raziocinio rinchiusa in un ambiente assurdo appare, inizialmente, folle agli occhi degli altri. La convivenza prolungata di questa persona in questo tipo di ambiente porta, dopo una follia apparente, ad una follia reale mentre gli altri “folli” proseguono la loro assurda vita in tutta “normalità”. Gong Li alla fine del film impazzisce e da "Quarta signora" diviene serva. Questo film non parla affatto della Cina ma di un archetipo della convivenza sociale umana.





