Sono davvero tanti ormai gli amanti dei ristoranti cinesi in Italia e a Roma ma sono pochi quelli che conoscono bene questa cucina.
Infatti non tutti sanno che la maggior parte dei ristoranti cinesi che noi usualmente conosciamo e frequentiamo vengono da una sola regione della Cina, la regione di Canton.
Inoltre questi ristoranti non hanno neanche lasciato intatta la loro cucina. Per venire incontro al gusto dei clienti italiani l'hanno modificata assecondando un gusto ben diverso da quello del popolo cinese.
Non venga però in mente di additarli come traditori delle loro stesse tradizioni. Prima di scagliare un giudizio basti ricordare cosa hanno fatto i ristoranti italiani all'estero: la pizza con l'ananas ... Chi è senza peccato scagli la prima pietra dunque.
Blog
Qui scrivo in ordine sparso di quel che mi passa per la mente, quel che faccio, quel che mi succede. Da riflessioni sull’attualità politica e sociale, al commento di eventi vissuti in prima persona fino alle impressioni e immagini su alcuni miei viaggi.
La distanza tra i due non potrebbe essere più abissale eppure l'associazione involontaria nella mente di alcuni è lampata immediatamente ...
La giornata è iniziata così: apro gli occhi e mi trovo il caffè fatto dalla mia bellissima fidanzatina: "amore andiamo al roseto pomeriggio?" propongo romanticamente "no! Voglio andare a vedere il cimitero!" risponde lei. Un amico mi ha suggerito via facebook che somigliava molto a quel romanticismo tutto particolare di Mercoledì Adams, la stramba figlia di Gomez e Mortisia.
In questo blog racconto quel che mi succede tutti i giorni cercando di compiere la difficile impresa di riuscire a collegare le mie piccole vicende quotidiane ai più ampi processi politici, economici e sociali. Che ci piaccia o no, che lo vogliamo ammettere o no la vita di ognuno è profondamente intrecciata a quel che ci passa sopra la testa. Questo blog si ispira ad un libro: Mitocrazia. Storytelling e immaginario di sinistra. Ho capito da questo libro che è necessario imparare a raccontare storie. Non per stravolgere la realtà, bensì per difenderla dalle distorsioni degli altri. Questo blog è dedicato a tre persone ideali: l'italiano medio di Maccio Capatonda, il politico di sinistra rompicoglioni, il traditore degli ideali di sinistra.
Sabato 25 aprile mi sono alzato presto. Cioè presto per essere sabato secondo i miei parametri. Le 7:30 di sabato per me è come fosse l'alba. Ma il pensiero di Borghezio e company già in pullman verso Campoverde mi ha buttato giù dal letto peggio di una secchiata d'acqua.
Tonino, compagno della sezione di Campoleone passa a prendermi per andare insieme con Domenico al presidio organizzato dall'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) di Aprilia.
Sabato 4 aprile sono tornato a vedere una partita allo stadio dopo più di un anno. Fino a pochi anni fa sono stato un tifoso (milanista) incallito. Negli ultimi tempi però ho iniziato a perdere quasi del tutto ogni appetito calcistico per diversi motivi che non sto qui a dire (ci tornerò su in un prossimo articolo o forse in un piccolo saggio).
Confesso che non avevo molta voglia di andare ma la mia ragazza sì e siccome il mio più grande desiderio è soddisfare tutti i suoi, ho comprato con grande entusiasmo due biglietti per Roma-Napoli.
Dagli spalti dei distinti est ho assistito a due spettacoli, uno gradevole (la partita), uno rivoltante (quel che avveniva sugli spalti).
La partita è stata abbastanza divertente, la Roma ha giocato abbastanza bene sprecando un po' troppe occasioni. Ma non vorrei parlare neanche di questo. Quel che mi ha continuato a girare nello stomaco dopo la partita e nei giorni a venire fino ad oggi è stato l'altro disgustoso spettacolo, quello degli spalti.
Non ho nessuna antipatia verso la tifoseria della Roma, anzi. Il mio è un giudizio che chiama in causa tutte le tifoserie da quelle di serie A fino a quelle dei club dilettantistici in cui ho militato fino ai 20 anni. Il mio è un giudizio di un trentaduenne stufo di vedere certi atteggiamenti dentro e fuori gli stadi.


