In occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia sono molte le iniziative intraprese in tutto lo stivale, per ripercorrere e raccontare la nostra storia. Anche Campoleone ha deciso di partecipare raccontando la sua storia, seppur più breve. Erasmo Sette, residente campoleonese di lunga data infatti, sta raccogliendo le testimonianze di alcune persone che come lui vivono qui da molti decenni, dagli anni del regime fascista e della seconda guerra mondiale, persone che hanno vissuto momenti cruciali non solo per la piccola frazione ma per l'Italia intera.
Ora quindi attraverso il racconto dei loro episodi di vita legati alla storia della frazione, Arnaldo Tognetto, Domenico Rotondi, Giovanni Di Massa e Angelo Sermarini, stanno scrivendo un pezzo di storia che verrà inserita in un volume, destinato ad essere poi archiviato su Cd. Nel primo incontro i “veterani” di Campoleone hanno raccontato alcuni episodi sulla guerra, il loro ricordo più nitido è stato l'uccisione del gerarca fascista Antonelli, morto a causa di una mitragliata degli Alleati nel 1943. Ma hanno raccontato soprattutto della ben diversa disposizione geografica del centro cittadino campoleonese prima della guerra, ben lontano da quello attuale. Il vecchio centro infatti era situato nella zona del lago di Manzolini, dov'è un tempo si trovava la tenuta dell'omonimo conte, parente di Benito Mussolini. Lì si trovavano infatti le scuole, il pronto soccorso e lì si svolgeva il sabato fascista e gran parte della vita sociale.
Stefano D'Alessandro
(Pubblicato il 7 aprile 2011 su "Il Caffè" di Aprilia, n° 215)





