Quest’anno ho festeggiato il mio compleanno come meglio non potevo: in viaggio. E che viaggio! Dopo una lunga attesa sono riuscito ad andare a Xi’an, antica capitale cinese. Xi’an è stata capitale dal 583 d.C. per oltre 1.100 anni e per ben 13 dinastie.
Xi’an è la città dell’Esercito di Terracotta, della Grande Pagoda dell’Oca Selvatica e delle Terme di Huaqing.
All’estero il monumento più famoso è senza dubbio l’Esercito di Terracotta, tuttavia è triste constatare che gli altri monumenti di Xi’an, pur potendosi considerare meno famosi, non sono certo storicamente e culturalmente così meno importanti da esser addirittura pressochè sconosciuti al grande pubblico.
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In 10 giorni di visita a Xi’an gli unici lǎo wài 老外 (stranieri, cioè occidentali, traducendo letteralmente il termine significa “vecchi stranieri”) che ho incontrato li ho visti proprio lì, nel sito archeologico dell’Esercito di Terracotta.
Grande Pagoda dell’Oca Selvatica
Eppure la Grande Pagoda dell’Oca Selvatica (大雁塔S, Dà Yàn Tǎ), seppur meno scenica non si può considerare così meno importante o interessante rispetto all’Esercito di Terracotta.
Qui sono state conservate per diversi secoli le sacre scritture buddhiste recuperate dall’India dal monaco Xuan Zang. Il monaco recuperò dall’India i testi sacri buddhisti stilati in Sanscrito, li portò in Cina, li tradusse e conservò.
Il suo viaggio fu non poco pericoloso, tanto che durò oltre 17 anni. L’impresa fu a dir poco epica, impressionò a tal punto la cultura popolare che i cinesi iniziarono a costruire su questo fatto reale le storie più fantastiche fino a che non sfociarono in un romanzo popolare conosciuto in Italia come lo scimmiotto. Il titolo originale del romanzo è però 西游记 (Xī yóu Jì), vale a dire “Viaggio verso ovest”.
Il viaggio narra in maniera romanzata e fantastica del suo viaggio dove sarebbe stato accompagnato da una Scimmia dai poteri speciali, capace di trasformarsi in qualsiasi cosa, equipaggiato con un bastone capace di allungarsi a dismisura o diventare talmente piccolo da potersi nascondere in un’orecchio ed una nuvola volante che poteva portarlo in qualsiasi posto in cielo ed in terra in men che non si dica.
È questo peraltro il romanzo che ispirò Akira Toryama per il celeberrimo Dragon Ball. Si potrebbe dire, azzardando un po’, che è qui a Xi’an che è nato Dragon Ball. Ed è stato davvero triste da un certo punto di vista notare il poco interesse dei lǎo wài 老外per questo monumento fantastico dal passato così interessante.
Foresta di Stele
Se all’interno della Pagoda dell’Oca Selvatica la presenza straniera era veramente bassa qui nella “Foreste di Stele” era pari a zero.
Eppure questo è uno dei luoghi culla della cultura cinese, qui vengono conservate oltre 2000 incisioni su pietra di ideogrammi di diverse dinastie. Qui per secoli gli aspiranti mandarini hanno studiato l’arte della calligrafia nel loro tentativo di superare gli esami di Stato e diventare funzionari pubblici. Qui si può trovare una rudimentale forma di stampa antica. Certo non si trattava ancora di della stampa a caratteri mobili ma si trattava comunque di un metodo, seppur rudimentale, di conservare la scrittura e, dunque, la cultura. Cospargendo di inchiostro la stele permetteva a chi ci poggiava sopra un foglio di ottenere impresso dei caratteri identici agli originali. La scrittura rimaneva così impressa nella pietra nei secoli.
Qui tra le altre cose è conservata l’iscrizione su pietra dell’introduzione al Sutra tradotto dal sanscritto dal monaco Xuan Zang scritta dall’imperatore in persona.
La Moschea
Assolutamente interessante è stata la visita in una Moshcea di Xi’an. Curioso è dir poco. Che in Cina ci fossero i musulmani è cosa nota, forse nota a pochi, ma almeno nota a qualcuno qui in questo decadente occidente. Si sa che nella Cina occidentale, nella regione del Xinjiang, quella che rientra nel cosiddetto Turkestan la maggioranza della popolazione si di etnia e religione musulmana.
Ma vedere i musulmani nel cuore della Cina interna, in quella che fu capitale per oltre 1.000 anni, per 13 dinastie, fa un grande effetto.
Entrando dall’ingresso della Moschea, appartentemente sembra che si stia entrando in un tempio buddhista, tutto nell’architettura rimanda allo stile cinese. Solo superando il secondo chiostro si inizia a vedere i fedeli con i tipici abiti musulmani e le insegne in tripla lingua: cinese, inglese e arabo.
Fuori dalla grande moschea il grande Baazar in perfetto stile musulmano. La merce che si può acquistare in questo baazar però ha poco a che fare con la religione islamica. Si possono acquistare qui souvenir per turisti tipici. Il quartiere musulmano invece è molto più interessante. Qui si possono acquistare i cibi tipici dei musulmani cinesi, ed è questa zona della città l’unica parte probabilmente, a rimanere intatta rispetto alla perentoria trasformazione urbanistica cinese e xianese. Non traggano in inganno gli scenari da “antica Cina” che si possono notare nel pieno centro della città. Le casette in mattoni scuri coi tetti spioventi e le lanterne rosse appese all’ingresso non sono affatto luoghi che hanno resistito al tempo ma luoghi interamente ricostruiti per restituire un immagine del passato che nel corso degli ultimi decenni è stata spesso cancellata.
Terme di Huaqing
Ma la delusione maggiore l’ho ricevuta alle Terme di Huaqing. Che dire. Sono stato in ginocchio per almeno 5 giorni nel tentativo di convincere la mia dolce fidanzatina cinese a portarmi lì. Io volevo a tutti i costi andare lì perché sapevo che in quel punto preciso la storia del mondo moderna era cambiata. È in quel luogo, infatti, che 蒋介石 (Jiǎng Jiè shí), conosciuto qui in occidente come Chiang Kai-shek fu arrestato da due suoi generali per convincerlo a collaborare con i Comunisti per collaborare insieme a cacciare gli invasori stranieri della Cina. Se Jiǎng Jiè shí non si fosse trovato in quel luogo il 12 dicembre del 1936 probabilmente la Cina oggi sarebbe ancora una colonia straniera, non sarebbe probabilmente la potenza che è oggi. Insomma che piaccia o no la piega presa dagli eventi da quel giorno in poi è chiaro che quello è un luogo davvero importante per il mondo moderno.
Ed è davvero triste constatare che un mondo apparentemente così “globale” lasci in disparte dei luoghi del genere. Un mondo dove potenzialmente la comunicazione e la conoscenza possiedono oggi dei poteri illimitati lascino simili luoghi in un irriguardoso cono d’ombra.
Qui di lǎo wài 老外neanche l’ombra.
E devo dire che, forse, è stato questo il luogo a soprendermi di più. Mi aspettavo di trovare e vedere cose dall’importanza storica ma non mi aspettavo di trovare tale importanza e tale bellezza. Prima di partire avevo letto nelle guide di quel luogo come “il luogo dell’incidente di Xi’an del 12 dicembre”, cioè del fatto di cui ho scritto prima ma non mi aspettavo di vedere una tale bellezza artistica e archittettonica.
Il palazzo di Huaqing non era un posto qualunque, cioè 蒋介石 (Jiǎng Jiè shí) poteva forse essere una persona crudele e terribile ma non era uno stupido, e come residenza si era scelto nientepocodimenoche le antiche terme della dinastia Tang. Lì era dove l’imperatore唐玄宗 (Táng Xuánzōng) trascorreva spesso il suo tempo con la sua concubina preferita, vale a dire 杨贵妃 (Yáng Guìfēi). Una parte della storiografia attribuisce il declino della famiglia Tang, o quantomeno la catastrofe subita durante l’epoca in cui l’imperatore era molto legato alla sua favorita, alla concubina stessa.
Dicerie popolari arrivano addirittura a sostenere che la causa della catastrofe sia da attribuire al fatto che l’imperatore spendesse tutte le sue energie per soddisfare sessualmente la sua favorita e a causa di questo trascurasse gli affari di Stato. Altri sostengono che questo facesse parte di un piano ordito dalla famiglia della concubina per indebolire l’Imperatore e conquistare il potere.
杨贵妃 (Yáng Guìfēi) fu poi giustiziata su ordine dell’imperatore. Si dice che l’imperatore fosse stato ripetutamente allertato dai suoi consiglieri e solo alla fine a disastro ormai conclamato si convinse della bontà dei suoi consiglieri decidendo di mandare a morte la sua amata.
Rimando il lettore ad indagare e verificare i fatti da sé.






